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	<title>Ernia del Disco &#8211; Schiena TV</title>
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	<title>Ernia del Disco &#8211; Schiena TV</title>
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		<title>Ernia del Disco:tecnica mininvasiva</title>
		<link>https://schienatv.it/ernia-del-disco-tv/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2016 11:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste Tv]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Adolfo Panfili]]></category>
		<category><![CDATA[chirurgia mininvasiva]]></category>
		<category><![CDATA[Ernia del Disco]]></category>
		<category><![CDATA[prof. dott. Adolfo Panfili]]></category>
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		<category><![CDATA[Uno Mattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Interviste TV</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista al prof. <strong>Adolfo Panfili</strong>, durante una puntata di &#8220;<em>UnoMattina</em>&#8221; del 2010; il prof. Panfili ci parla di un nuovo metodo di chirurgia mininvasiva per il trattamento dell&#8217;ernia del disco in regime di day-hospital.</p>
<p>Per maggiori informazioni <a href="http://mce_host/admin/a.panfili@aimo.it">richiedi una consulenza </a>e<a href="booking@aimo.it"> prenota una visita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La chirurgia dell&#8217;ernia del disco</title>
		<link>https://schienatv.it/la-chirurgia-dellernia-del-disco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2016 10:49:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste Tv]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Promozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Adolfo Panfili]]></category>
		<category><![CDATA[chirurgia mininvasiva]]></category>
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		<category><![CDATA[La chirurgia dell'ernia del disco]]></category>
		<category><![CDATA[medicina ortomolecolare]]></category>
		<category><![CDATA[Obbiettivo salute]]></category>
		<category><![CDATA[prof. dott. Adolfo Panfili]]></category>
		<category><![CDATA[Roma1]]></category>
		<category><![CDATA[schiena]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://schiena.tv/?p=821</guid>

					<description><![CDATA[<p>Interviste Tv</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Prof. Adolfo Panfili, ospite a &#8220;<em>Obbiettivo salute&#8221;</em> su Roma1,  illustra la <strong><em>chirurgia mininvasiva</em></strong> della <em><strong>medicina ortomolecolare.</strong></em></p>
<p><a href="booking@aimo.it">Prenota una visita</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217; intervento dell&#8217; ernia discale</title>
		<link>https://schienatv.it/intervento-dell-ernia-discale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2016 09:06:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecniche e strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[bisturi]]></category>
		<category><![CDATA[cervicale]]></category>
		<category><![CDATA[Dekompressor]]></category>
		<category><![CDATA[Discectomia Laser Percutanea]]></category>
		<category><![CDATA[discectomia microchirurgica]]></category>
		<category><![CDATA[discolisi]]></category>
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		<category><![CDATA[ernia]]></category>
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		<category><![CDATA[IDET]]></category>
		<category><![CDATA[lombare]]></category>
		<category><![CDATA[Neucleoplastica]]></category>
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		<category><![CDATA[Ossigeno Ozono]]></category>
		<category><![CDATA[ozonoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[UnoMattina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tecniche e strumenti</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>[:it]</p>
<h1>Intervista al prof. Adolfo Panfili, durante una puntata di &#8220;UnoMattina&#8221; del 2010</h1>
<p><strong>Intervista al prof. Adolfo Panfili, durante una puntata di &#8220;UnoMattina&#8221; del 2010; il prof. Panfili ci parla di un nuovo metodo di chirurgia mininvasiva per il trattamento dell&#8217;ernia del disco in regime di day-hospital.</strong></p>
<p>L’ intervento dell&#8217;ernia discale (cervicale, dorsale o lombare) viene di solito eseguito in anestesia locale o con l&#8217;ausilio di una breve sedazione, senza anestesia generale, anche in regime ambulatoriale. L’ernia del disco contenuta, se invalidante e ribelle a 1-2 mesi di trattamento conservativo, è abitualmente trattata con un’operazione di discectomia microchirurgica che ottiene il 90% di risultati positivi immediati. Un passo avanti notevole per queste forme di ernia è l’introduzione della chirurgia mininvasiva, ovvero senza bisturi grazie alla quale è possibile, in molti casi, evitare l’intervento classico a cielo aperto con bisturi.</p>
<p><strong>Discolisi con O2-O3 (Ossigeno-Ozono) </strong></p>
<p>Consiste nel fare un’iniezione nel disco di Ossigeno e Ozono, con un sottilissimo ago indolore sotto monitoraggio radioguidato. La miscela Ozono-Ossigeno ha un effetto antalgico e miniflogistico che riduce il dolore e il volume dell’ernia e rinforza le strutture del disco. E’ applicabile in ernie del disco contenute.</p>
<p>&#8211; Richiede anestesia locale potenziata da sedazione-flash in modo che il paziente non avverta alcun dolore;</p>
<p>&#8211; dura pochi minuti (mediamente 20-30 minuti per ciascun livello trattato);</p>
<p>&#8211; consente una deambulazione quasi immediata e può essere effettuato spesso anche in Day Hospital, indossando per circa un mese un leggerissimo bustino lombostato.</p>
<p><strong>Dekompressor </strong></p>
<p>Il Dekompressor è una sottilissima sonda monouso (diametro 0,3 mm.) contenente una vite a doppia elica. La sonda viene introdotta nel disco per via percutanea, come una comune iniezione, e la trivella, fatta girare da un micromotore connesso, estrae parte del nucleo del disco riducendo la pressione dell’ernia.</p>
<p><em><strong>Caratteristiche maggiori del Dekompressor </strong></em></p>
<p>&#8211; Può essere usato per ernie contenute cervicali, dorsali e lombari;</p>
<p>&#8211; alta efficacia. 90% di risultati favorevoli in casi ben selezionati;</p>
<p>&#8211; nessun rischio effettivo. Evita i rischi del Laser e della discolisi;</p>
<p>&#8211; non richiede tagli chirurgici;</p>
<p>&#8211; non richiede punti di sutura;</p>
<p>&#8211; evita le cicatrici post-operatori;</p>
<p>&#8211; e&#8217; ripetibile;</p>
<p>&#8211; richiede anestesia locale potenziata da sedazione-flash in modo che il paziente non avverta alcun dolore;</p>
<p>&#8211; dura pochi minuti (mediamente 20);</p>
<p>&#8211; consente una deambulazione quasi immediata e può essere effettuato in Day Hospital;</p>
<p>&#8211; abbrevia i tempi di convalescenza;</p>
<p><strong>Ozonoterapia o discolisi</strong></p>
<p>Usualmente la terapia si svolge in due tempi successivi: in un primo tempo, l’ozono viene iniettato nei muscoli paravertebrali; successivamente, a distanza di giorni, l’ozono viene iniettato nel disco, sotto controllo radiografico.</p>
<p>I fautori dell’ozonoterapia distinguono un effetto biochimico a breve termine, che è antinfiammatorio, analgesico, miorilassante e iperossigenante ed un effetto a più lungo termine, per la disidratazione del disco intervertebrale e quindi il riassorbimento di eventuali sporgenze erniarie. L&#8217;effetto della terapia si manifesta in un periodo compreso tra 4-10 settimane e si basa sul fatto che vari fattori umorali contribuiscono alla produzione del dolore; l’ozono, agendo con meccanismo antinfiammatorio ed antiossidante, contribuirebbe al ripristino dell’equilibrio biochimico. Molti farmaci dati per via sistemica agiscono allo stesso modo.</p>
<p>IDET o Neucleoplastica</p>
<p>IDET sta per &#8220;intradiscal electrothermal therapy&#8221;. L&#8217;intervento viene fatto sul disco intervertebrale in anestesia locale.</p>
<p>E&#8217; indicato per debordanze discali o per ernie ancora contenute, come si verifica nei giovani con lombalgie da posizione, o nelle persone con lassità legamentosa, e quindi sporgenza dei margini discali, connessa con l’invecchiamento. Col calore di un sistema a radiofrequenza si induce una contrazione delle fibre collagene sul margine discale riducendo la pressione sulle strutture nervose.</p>
<p>Si raggiunge il disco con un ago “mirato” radiologicamente e si inserisce l’elettrodo a radiofrequenza, che viene riscaldato a circa 50 gradi. Il risultato della cura non è sempre immediato. Talora questa terapia viene integrata con la somministrazione di ozono intradiscale, poichè si ritiene che le due tecniche siano complementari nel disidratare e quindi ridurre il volume del disco.</p>
<p><strong>Discectomia Laser Percutanea</strong></p>
<p>La Discectomia Percutanea Laser (PLDD &#8211; Percutaneous Laser Disc Decompression) è una procedura chirurgica utilizzata per la cura dell&#8217;ernia del disco da oltre 10 anni. Tuttavia è dal 1999 che è stata perfezionata, sia per quanto riguarda il tipo di Laser da utilizzare (Diodo 980nm), che per il tipo di fibre ottiche (fibre in silicio purissimo di 360um &#8211; micron &#8211; con NA &#8211; apertura numerica &#8211; di 0.22).</p>
<p>E&#8217; normalmente eseguita in anestesia locale e talvolta in leggera sedoanalgesia. Sotto guida fluoroscopica o sotto guida TAC, si introduce un sottile ago (Chiba tipo Menchetti con punta atraumatica) di calibro inferiore ad 1 mm. (0.80 mm) nel disco intervertebrale erniato.</p>
<p>Una volta controllatone il posizionamento, si introduce all&#8217;interno dell&#8217;ago una sottilissima fibra ottica di 360um (micron) di calibro, connessa al laser (Diodo 980nm &#8211; Biolitec AG).</p>
<p>Normalmente priva o con lieve dolore, a differenza di altre tecniche che utilizzano il calore (coblazione, neucleoplastica, radiofrequenza), poiché il laser permette di concentrare elevatissime potenze senza alcuna dissipazione di calore. Le caratteristiche fisiche delle fibre ottiche utilizzate (silicio purissimo) e la loro modalità di emissione permettono di concentrare l&#8217;energia in pochi mm. nel disco intervertebrale, con un assorbimento dell&#8217;energia superiore al 90%.</p>
<p>Nel caso in cui l&#8217;ernia del disco sia ancora contenuta, è possibile eseguire la tecnica sotto controllo fluoroscopico, rilasciando l&#8217;energia laser sia al centro del disco intervertebrale, che nella sua porzione posteriore.</p>
<p>In caso di ernie non contenute, cioè di dimensioni maggiori, ma ancora connesse al disco intervertebrale, soddisfacenti risultati sono stati ottenuti eseguendo la procedura sotto guida TAC.</p>
<p>Questo permette di rilasciare l&#8217;energia laser in più punti del disco intervertebrale erniato, ottenendo una maggiore vaporizzazione e &#8220;shrinkage&#8221; &#8211; retrazione &#8211; dell&#8217;ernia con una decompressione della radice nervosa ed una risoluzione dei sintomi (dolore irradiato all&#8217;arto, formicolii, alterazione della sensibilità).</p>
<p>Il paziente può essere dimesso in giornata (Day-surgery) o dopo un giorno di ricovero. Non vi è alcuna ferita chirurgica, né vi sono punti da rimuovere. Un profilassi antibiotica è eseguita per 3 giorni con analgesici al bisogno. E&#8217; consigliato un giorno di riposo assoluto, con ripresa della normale vita lavorativa entro una settimana.</p>
<p>I risultati sono soddisfacenti in una percentuale di casi intono all&#8217; 80%. In caso di insuccesso non è pregiudicato il ricorso alla chirurgia tradizionale.</p>
<p><strong>La Neurolisi Endoscopica o Epidurolisi</strong></p>
<p>E&#8217; indicata per il dolore connesso alla formazione di cicatrici post-operatorie (per interventi ripetuti con persistenza del dolore lombare) o post-traumatiche. Si basa sulla possibilità di liberare (“lisare”) le aderenze, quindi riducendo la strozzatura del nervo. Suggerita spesso per la &#8220;failed-back-syndrome&#8221;, ossia il dolore lombare resistente e conseguente a trattamenti chirurgici inefficaci.</p>
<p>I risultati sono incostanti, ma è poco invasiva essendo effettuata per via percutanea.</p>
<p><strong>Denervazione delle Faccette Articolari</strong></p>
<p>E&#8217; indicata nel classico mal di schiena da stress e posturale.</p>
<p>Riduce in pratica la sensibilità delle strutture recettive dolorose poste attorno alla colonna vertebrale.</p>
<p>Si esegue con un ago riscaldato a radiofrequenza.</p>
<p>La tollerabilità è ottima e i risultati buoni se l&#8217;indicazione è appropriata.</p>
<p>Questa sindrome viene oggi trattata con gli spaziatori interspinosi, che alleviano il sovraccarico funzionale delle faccette articolari e risolvono il problema meccanico che ne è alla base.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="mailto:booking@aimo.it">Prenota una visita</a>[:en]<strong>Intervista al prof. Adolfo Panfili, durante una puntata di &#8220;UnoMattina&#8221; del 2010; il prof. Panfili ci parla di un nuovo metodo di chirurgia mininvasiva per il trattamento dell&#8217;ernia del disco in regime di day-hospital.</strong></p>
<p>L’ intervento dell&#8217;ernia discale (cervicale, dorsale o lombare) viene di solito eseguito in anestesia locale o con l&#8217;ausilio di una breve sedazione, senza anestesia generale, anche in regime ambulatoriale. L’ernia del disco contenuta, se invalidante e ribelle a 1-2 mesi di trattamento conservativo, è abitualmente trattata con un’operazione di discectomia microchirurgica che ottiene il 90% di risultati positivi immediati. Un passo avanti notevole per queste forme di ernia è l’introduzione della chirurgia mininvasiva, ovvero senza bisturi grazie alla quale è possibile, in molti casi, evitare l’intervento classico a cielo aperto con bisturi.</p>
<p><strong>Discolisi con O2-O3 (Ossigeno-Ozono) </strong></p>
<p>Consiste nel fare un’iniezione nel disco di Ossigeno e Ozono, con un sottilissimo ago indolore sotto monitoraggio radioguidato. La miscela Ozono-Ossigeno ha un effetto antalgico e miniflogistico che riduce il dolore e il volume dell’ernia e rinforza le strutture del disco. E’ applicabile in ernie del disco contenute.</p>
<p>&#8211; Richiede anestesia locale potenziata da sedazione-flash in modo che il paziente non avverta alcun dolore;</p>
<p>&#8211; dura pochi minuti (mediamente 20-30 minuti per ciascun livello trattato);</p>
<p>&#8211; consente una deambulazione quasi immediata e può essere effettuato spesso anche in Day Hospital, indossando per circa un mese un leggerissimo bustino lombostato.</p>
<p><strong>Dekompressor </strong></p>
<p>Il Dekompressor è una sottilissima sonda monouso (diametro 0,3 mm.) contenente una vite a doppia elica. La sonda viene introdotta nel disco per via percutanea, come una comune iniezione, e la trivella, fatta girare da un micromotore connesso, estrae parte del nucleo del disco riducendo la pressione dell’ernia.</p>
<p><em><strong>Caratteristiche maggiori del Dekompressor </strong></em></p>
<p>&#8211; Può essere usato per ernie contenute cervicali, dorsali e lombari;</p>
<p>&#8211; alta efficacia. 90% di risultati favorevoli in casi ben selezionati;</p>
<p>&#8211; nessun rischio effettivo. Evita i rischi del Laser e della discolisi;</p>
<p>&#8211; non richiede tagli chirurgici;</p>
<p>&#8211; non richiede punti di sutura;</p>
<p>&#8211; evita le cicatrici post-operatori;</p>
<p>&#8211; e&#8217; ripetibile;</p>
<p>&#8211; richiede anestesia locale potenziata da sedazione-flash in modo che il paziente non avverta alcun dolore;</p>
<p>&#8211; dura pochi minuti (mediamente 20);</p>
<p>&#8211; consente una deambulazione quasi immediata e può essere effettuato in Day Hospital;</p>
<p>&#8211; abbrevia i tempi di convalescenza;</p>
<p><strong>Ozonoterapia o discolisi</strong></p>
<p>Usualmente la terapia si svolge in due tempi successivi: in un primo tempo, l’ozono viene iniettato nei muscoli paravertebrali; successivamente, a distanza di giorni, l’ozono viene iniettato nel disco, sotto controllo radiografico.</p>
<p>I fautori dell’ozonoterapia distinguono un effetto biochimico a breve termine, che è antinfiammatorio, analgesico, miorilassante e iperossigenante ed un effetto a più lungo termine, per la disidratazione del disco intervertebrale e quindi il riassorbimento di eventuali sporgenze erniarie. L&#8217;effetto della terapia si manifesta in un periodo compreso tra 4-10 settimane e si basa sul fatto che vari fattori umorali contribuiscono alla produzione del dolore; l’ozono, agendo con meccanismo antinfiammatorio ed antiossidante, contribuirebbe al ripristino dell’equilibrio biochimico. Molti farmaci dati per via sistemica agiscono allo stesso modo.</p>
<p>IDET o Neucleoplastica</p>
<p>IDET sta per &#8220;intradiscal electrothermal therapy&#8221;. L&#8217;intervento viene fatto sul disco intervertebrale in anestesia locale.</p>
<p>E&#8217; indicato per debordanze discali o per ernie ancora contenute, come si verifica nei giovani con lombalgie da posizione, o nelle persone con lassità legamentosa, e quindi sporgenza dei margini discali, connessa con l’invecchiamento. Col calore di un sistema a radiofrequenza si induce una contrazione delle fibre collagene sul margine discale riducendo la pressione sulle strutture nervose.</p>
<p>Si raggiunge il disco con un ago “mirato” radiologicamente e si inserisce l’elettrodo a radiofrequenza, che viene riscaldato a circa 50 gradi. Il risultato della cura non è sempre immediato. Talora questa terapia viene integrata con la somministrazione di ozono intradiscale, poichè si ritiene che le due tecniche siano complementari nel disidratare e quindi ridurre il volume del disco.</p>
<p><strong>Discectomia Laser Percutanea</strong></p>
<p>La Discectomia Percutanea Laser (PLDD &#8211; Percutaneous Laser Disc Decompression) è una procedura chirurgica utilizzata per la cura dell&#8217;ernia del disco da oltre 10 anni. Tuttavia è dal 1999 che è stata perfezionata, sia per quanto riguarda il tipo di Laser da utilizzare (Diodo 980nm), che per il tipo di fibre ottiche (fibre in silicio purissimo di 360um &#8211; micron &#8211; con NA &#8211; apertura numerica &#8211; di 0.22).</p>
<p>E&#8217; normalmente eseguita in anestesia locale e talvolta in leggera sedoanalgesia. Sotto guida fluoroscopica o sotto guida TAC, si introduce un sottile ago (Chiba tipo Menchetti con punta atraumatica) di calibro inferiore ad 1 mm. (0.80 mm) nel disco intervertebrale erniato.</p>
<p>Una volta controllatone il posizionamento, si introduce all&#8217;interno dell&#8217;ago una sottilissima fibra ottica di 360um (micron) di calibro, connessa al laser (Diodo 980nm &#8211; Biolitec AG).</p>
<p>Normalmente priva o con lieve dolore, a differenza di altre tecniche che utilizzano il calore (coblazione, neucleoplastica, radiofrequenza), poiché il laser permette di concentrare elevatissime potenze senza alcuna dissipazione di calore. Le caratteristiche fisiche delle fibre ottiche utilizzate (silicio purissimo) e la loro modalità di emissione permettono di concentrare l&#8217;energia in pochi mm. nel disco intervertebrale, con un assorbimento dell&#8217;energia superiore al 90%.</p>
<p>Nel caso in cui l&#8217;ernia del disco sia ancora contenuta, è possibile eseguire la tecnica sotto controllo fluoroscopico, rilasciando l&#8217;energia laser sia al centro del disco intervertebrale, che nella sua porzione posteriore.</p>
<p>In caso di ernie non contenute, cioè di dimensioni maggiori, ma ancora connesse al disco intervertebrale, soddisfacenti risultati sono stati ottenuti eseguendo la procedura sotto guida TAC.</p>
<p>Questo permette di rilasciare l&#8217;energia laser in più punti del disco intervertebrale erniato, ottenendo una maggiore vaporizzazione e &#8220;shrinkage&#8221; &#8211; retrazione &#8211; dell&#8217;ernia con una decompressione della radice nervosa ed una risoluzione dei sintomi (dolore irradiato all&#8217;arto, formicolii, alterazione della sensibilità).</p>
<p>Il paziente può essere dimesso in giornata (Day-surgery) o dopo un giorno di ricovero. Non vi è alcuna ferita chirurgica, né vi sono punti da rimuovere. Un profilassi antibiotica è eseguita per 3 giorni con analgesici al bisogno. E&#8217; consigliato un giorno di riposo assoluto, con ripresa della normale vita lavorativa entro una settimana.</p>
<p>I risultati sono soddisfacenti in una percentuale di casi intono all&#8217; 80%. In caso di insuccesso non è pregiudicato il ricorso alla chirurgia tradizionale.</p>
<p><strong>La Neurolisi Endoscopica o Epidurolisi</strong></p>
<p>E&#8217; indicata per il dolore connesso alla formazione di cicatrici post-operatorie (per interventi ripetuti con persistenza del dolore lombare) o post-traumatiche. Si basa sulla possibilità di liberare (“lisare”) le aderenze, quindi riducendo la strozzatura del nervo. Suggerita spesso per la &#8220;failed-back-syndrome&#8221;, ossia il dolore lombare resistente e conseguente a trattamenti chirurgici inefficaci.</p>
<p>I risultati sono incostanti, ma è poco invasiva essendo effettuata per via percutanea.</p>
<p><strong>Denervazione delle Faccette Articolari</strong></p>
<p>E&#8217; indicata nel classico mal di schiena da stress e posturale.</p>
<p>Riduce in pratica la sensibilità delle strutture recettive dolorose poste attorno alla colonna vertebrale.</p>
<p>Si esegue con un ago riscaldato a radiofrequenza.</p>
<p>La tollerabilità è ottima e i risultati buoni se l&#8217;indicazione è appropriata.</p>
<p>Questa sindrome viene oggi trattata con gli spaziatori interspinosi, che alleviano il sovraccarico funzionale delle faccette articolari e risolvono il problema meccanico che ne è alla base.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="mailto:booking@aimo.it">Prenota una visita</a>[:]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://schienatv.it/intervento-dell-ernia-discale/">L&#8217; intervento dell&#8217; ernia discale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://schienatv.it">Schiena TV</a>.</p>
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		<title>Chirurgia Percutanea Minivasiva</title>
		<link>https://schienatv.it/la-chirurgia-percutanea-minivasiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2016 08:02:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tecniche e strumenti</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong><em>chirurgia percutanea mininvasiva</em></strong> per il trattamento dell’ernia del disco senza bisturi ha avuto un netto incremento negli ultimi anni, migliorando notevolmente la qualità di vita dei pazienti e consentendogli dopo l’intervento un rapido recupero della funzionalità e del benessere con la riduzione del disagio e l&#8217;aumento della flessibilità terapeutica.</p>
<p>Pur trattandosi di un vero e proprio intervento chirurgico, questo viene eseguito utilizzando particolari strumenti, con l&#8217;ausilio del mezzo Rx o TAC guidato ed eventualmente sotto monitoraggio televisivo (video assistito). Con queste modalità, tali strumenti vengono introdotti nell&#8217;organismo attraverso aghi e, qualora necessario, tramite piccolissime incisioni tali da non richiedere poi neanche punti d sutura; questo è il motivo per il quale questo tipo di chirurgia viene definita endoscopica-mininvasiva.</p>
<p>Fatta questa premessa è bene fin d&#8217;ora intendersi sul fatto che i principi portanti della chirurgia tradizionale debbono essere rispettati anche con questo nuovo modo di operare. Assicuratevi che l’esecutore della tecnica sia un medico specialista in ortopedia con acclarata competenza della colonna vertebrale e diffidate di specialisti di altre branche non attinenti che s’improvvisano “chirurghi mininvasivi per il trattamento dell’ernia del disco”. D&#8217;altra parte, la motivazione a tanti progressi nella storia della medicina è stata l&#8217;esigenza di dover dare prospettive terapeutiche nuove ad una pressante domanda sociale. In questo caso, quale migliore servizio se si offre al paziente una buona e soddisfacente operazione chirurgica per il trattamento dell’invalidante ernia discale con il rispetto dell&#8217;integrità esterna del suo fisico ed un tempestivo ritorno alle proprie attività quotidiane? I dolori da ernia discale hanno un grandissimo impatto anche sulla redditività sociale tant’è che possono muovere il PIL (Prodotto Interno Lordo) di un buon 1,5%.</p>
<p>Si tratta quindi di interventi che in mani esperte risultano agili ed efficaci, impostati per ridurre al minimo il trauma dell&#8217;accesso, senza venire meno alle regole dettate dall&#8217;anatomia e dalla tecnica chirurgica. A questo proposito va precisato che la chirurgia mininvasiva, pur comportando una riduzione del rischio operatorio, non lo azzera, né rappresenta un atto chirurgico che richieda minore competenza, anzi, nelle mani sbagliate, può provocare gravi ed irreparabili danni.</p>
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		<item>
		<title>Trattamento con Ozono delle Discopatie</title>
		<link>https://schienatv.it/trattamento-con-ozono-delle-discopatie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2016 07:40:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecniche e strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Adolfo Panfili]]></category>
		<category><![CDATA[dolore articolare]]></category>
		<category><![CDATA[Ernia del Disco]]></category>
		<category><![CDATA[lombalgia]]></category>
		<category><![CDATA[ossigeno ozono terapia]]></category>
		<category><![CDATA[ozono]]></category>
		<category><![CDATA[ozonoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[prof. dott. Adolfo Panfili]]></category>
		<category><![CDATA[schiena]]></category>
		<category><![CDATA[tac]]></category>
		<category><![CDATA[tecnica intradiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Trattamento con Ozono delle Discopatie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://schiena.tv/?p=774</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tecniche e strumenti</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il trattamento con ozono delle discopatie, sta diventando un must per chi soffre di lombosciatalgia ed ernie al disco. Lì dove non si ottengono risultati sperati o dove il paziente rifiuta i protocolli terapeutici sperimentali interviene l&#8217; <strong>ozonoterapia</strong>.</p>
<p>Chiamata anche “<strong><em>ossigeno ozono terapia</em></strong>”, è conosciuta e praticata da decenni. Ha come elemento principale l’ozono che è una particolare forma di ossigeno ed è una componente naturale dell’atmosfera. In campo medico viene utilizzato per il suo alto potenziale ossidante, che agendo sui doppi legami di carbonio degli acidi grassi insaturi, provoca lo sprigionamento di perossidi. Tutto questo si traduce in una importante azione antinfiammatoria ed antidolorifica, con una rapida scomparsa del dolore articolare e dell’edema. Per cui avremo l’aumento della mobilità e della funzionalità articolare.</p>
<p>L’ozono, inoltre, ha anche altre qualità: funge da battericida, fungicida, ha azione virus-statica (stimola il sistema immunitario) ed è immuno-modulante. Per questo l’ ozonoterapia può fare molto, grazie al suo potere antinfiammatorio nei confronti del nervo, alla capacità di legarsi alle molecole d’acqua, determinando una forma di disidratazione e quindi, una riduzione delle dimensioni del nucleo polposo espulso, cioè dell’ernia stessa. È logico che lo specialista medico che si dedica a questa metodica deve conoscere i suoi vantaggi ma anche i suoi limiti. Nel campo della lombalgia ci sono sia delle ernie che possono essere curate con trattamenti mini invasivi come l’infiltrazione di ozono sia delle ernie invece che sono sicuramente da operare.</p>
<p>Tale pratica può essere impiegata nel dolore lombare da conflitto discoradicale mediante infiltrazioni in sede paravertebrale, infiltrazioni intrarticolari e intradiscali. Le prime due possono essere eseguite in ambulatorio con due sedute settimanali per un totale di 10/12 infiltrazioni, mentre per l’infiltrazione intradiscale (esattamente al centro del disco detta discolisi) è necessario un breve ricovero ospedaliero, in quanto ci si avvale dell’ausilio della Radioscopia o della Tac guidata, il tutto in anestesia locale. Sin dalle prime ore dal trattamento con l’ozono, il paziente può riprendere a camminare. La riuscita di questa procedura è quella di aver fatto una precisa diagnosi, avvalendosi di una accurata visita medica, della visione di immagini Rx,Tac e Rmn, potendo così raggiungere percentuali di successo che si attestano intorno al 70%. Sono esclusi da queste procedure i pazienti con favismo, stato di gravidanza, ipertiroidismo e quelli in trattamento anticoagulante. L&#8217; ozono-terapia trova indicazione in altri campi: la si utilizza nelle patologie da carente apporto di ossigeno (ulcere cutanee e lesioni trofiche, lipodistrofie e cellulite); nelle malattie batteriche e virali; in quelle dove è necessario aiutare il sistema immunitario (malattie autoimmuni, nelle epatiti croniche, nella sindrome da stanchezza cronica). E poi oltre che nella lombosciatalgia da ernie o protusioni discali, anche nei dolori cervicali, di spalla, di gomito, di ginocchio e d&#8217;anca.</p>
<p><strong> Ossigeno-Ozonoterapia: la tecnica intradiscale  </strong></p>
<p>Il trattamento percutaneo di discolisi con ossigeno-ozono(O2-O3) può essere eseguito sotto guida fluoroscopica o sotto guida TAC. In entrambi i casi la miscela di Ossigeno–Ozono viene iniettata nel disco intervertebrale, percorrendo la via postero laterale, extra-articolare. La procedura può essere eseguita in regime di Day Hospital o di One Day Surgery.</p>
<p><strong><em>Guida Fluoroscopica:</em></strong> è necessario osservare alcune raccomandazioni preliminari al trattamento riguardanti anche la sala operatoria sede dell’intervento. La sala operatoria deve disporre di tutto lo strumentario atto all’assistenza anestesiologica con la presenza di un medico anestesista.Il rispetto per l’asepsi deve essere garantito,deve essere disponibile un apparato fluoroscopio con braccio a “C” che permetta il controllo scopico diretto e, infine, deve essere garantito un accesso venoso periferico al paziente. Prima della puntura deve essere effettuata un&#8217;accurata disinfezione cutanea ed un campo sterile.</p>
<p><strong><em>Discolisi Lombare:</em></strong> il paziente giace sul letto radiologico in decubito prono (l’accesso è omolaterale alla sede della sintomatologia). Sotto guida fluoroscopica si esegue la puntura del disco intervertebrale interessato con ago da 22 G. Previo posizionamento di un filtro millipori sulla siringa, si procede all’iniezione di 15 cc. di miscela di O2-O3, alla concentrazione di 27mcmg-ml. , di cui 3-4ml. a livello intradiscale e una volta ritirato l’ago si iniettano 11-12 ml. nei tessuti molli periradicolari e paravertebrali. Al termine del trattamento il paziente dovrà passare dal decubito prono a quello supino e mantenere quest’ultimo per circa due ore.</p>
<p><strong><em>Discolisi Cervicale:</em></strong> la tecnica intradiscale a livello cervicale utilizza un approccio antero-laterale destro.Tale tecnica sfrutta pertanto esclusivamente l’effetto nucleo-litico e degenerativo dell’ozono sul disco intersomatico. L’ago utilizzato è un 22g tipo “spinal needle”. A livello cervicale non è possibile ne&#8217; prudente iniettare più di 1 ml di miscela gassosa.</p>
<p><em><strong>Criteri clinici </strong></em></p>
<p>Presenza di lombo sciatalgia resistente ai trattamenti conservativi e farmacologici/fisioterapici per almeno tre mesi.</p>
<p><strong><em>Criteri neurologici</em> </strong></p>
<p>Lombalgia o lombo sciatalgia con positività ai segni di irritazione radicolare associata o meno alla presenza di parestesie o ipoestesie a distribuzione dermatomerica coerente.</p>
<p><em><strong>Criteri neuroradiologici (TAC e/o RMN)</strong> </em></p>
<p>&#8211; Visualizzazione di ernia discale contenuta, congrua con la sintomatologia, complicata o meno da patologia degenerativa dell’unità disco-somatica;</p>
<p>&#8211; esiti di terapia chirurgica di micro-discectomia con rilievo di recidiva erniaria. Si escludono dal trattamento i pazienti con le seguenti caratteristiche:</p>
<p>1. presenza di immagine neuroradiologica di ernia espulsa o di frammenti erniari liberi;</p>
<p>2. presenza di importante deficit neurologico con alterata motilità dell’arto inferiore congruo alla patologia discale osservata.</p>
<p><strong>Criteri di inclusione dei pazienti dal trattamento con O2.O3 terapia intradiscale cervicale: </strong></p>
<p>Presenza di cervicalgia o cervicobrachialgia resistente ai trattamenti conservativi protratti per almeno tre mesi.</p>
<p><strong> Criteri neurologici:</strong></p>
<p>Positività ai segni di irritazione radicolare associata o meno a iperestesie o ipoestesie a distribuzione dermatomerica coerente.</p>
<p><strong>Criteri Neuroradiologici (TAC/RMN):</strong></p>
<p>Visualizzazione di ernia discale contenuta di aspetto” molle”, complicata o meno da patologia degenerativa dell’unità disco somatica. I criteri di esclusione sono identici a quelli lombari in più si escludono i pazienti con ernie con componenti calcifiche per cui è impossibile l’effetto “meccanico”dell’azione nucleolitica dell’ozono sul disco.</p>
<p>I risultati ottenuti nel trattamento della patologia discale e della lombosciatalgia mediante Ossigeno Ozono terapia variano a seconda delle diverse casistiche e della tecnica impiegata, tuttavia la percentuale di successo oscilla tra il 75% e il 90%.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ernia del Disco</title>
		<link>https://schienatv.it/ernia-del-disco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2016 10:19:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[Adolfo Panfili]]></category>
		<category><![CDATA[chirurgia robotica]]></category>
		<category><![CDATA[Ernia del Disco]]></category>
		<category><![CDATA[prof. dott. Adolfo Panfili]]></category>
		<category><![CDATA[schiena]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://schiena.tv/?p=744</guid>

					<description><![CDATA[<p>Patologie</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Prof. Adolfo Panfili ci parla dell&#8217; Ernia del Disco, patologia che oggi, con la chirurgia robotica è molto meno invasiva.</p>
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		<item>
		<title>Il mal di schiena</title>
		<link>https://schienatv.it/il-mal-di-schiena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2016 14:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[antinfiammatori]]></category>
		<category><![CDATA[biomeccanica]]></category>
		<category><![CDATA[discectomia]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[dolore alla schiena]]></category>
		<category><![CDATA[dolore sciatico]]></category>
		<category><![CDATA[epidurale]]></category>
		<category><![CDATA[ernia]]></category>
		<category><![CDATA[Ernia del Disco]]></category>
		<category><![CDATA[Ernia discale]]></category>
		<category><![CDATA[Il mal di schiena]]></category>
		<category><![CDATA[lombalgia]]></category>
		<category><![CDATA[paracetamolo]]></category>
		<category><![CDATA[pressione discale]]></category>
		<category><![CDATA[pressione intradiscale]]></category>
		<category><![CDATA[schiena]]></category>
		<category><![CDATA[terapia conservativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Patologie</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La maggior parte delle linee guida concorda sul fatto che tutti i dolori alla schiena, esclusi quelli da sindrome della <em><strong>cauda equina</strong></em>, richiedono un tentativo di terapia conservativa per almeno un mese.</p>
<p>Il riposo a letto, tradizionalmente considerato uno dei cardini della terapia del dolore alla schiena, sembra invece di scarsa utilità in base agli studi più recenti.</p>
<p>Per i pazienti con i reperti tipici di ernia del disco, il valore del riposo a letto sembrerebbe maggiore. E&#8217; chiaro però che una prolungata immobilizzazione apporta più svantaggi che benefici. Bisogna evitare di stare seduti, in quanto questa posizione aumenta il carico meccanico sul complesso anteriore della colonna vertebrale che comporta un aumento della pressione intradiscale. La posizione ortostatica, invece, tende a dirigere il carico sul complesso posteriore allentando la fatidica pressione discale.</p>
<p>Il primo interesse del paziente è l&#8217;attenuazione del dolore ed a questo scopo è opportuno prendere in considerazione la diminuzione immediata della pressione intradiscale realizzabile con il posizionamento di un corsetto in tela armata da mantenere anche durante il riposo notturno per almeno i primi 10 giorni. Ciò premesso, può risultare utile la somministrazione di antinfiammatori naturali tipo<em> Arnica, Colocynthis</em>, ecc. e solo qualora questi non abbiano sortito adeguato effetto antalgico sarà plausibile ricorrere a farmaci maggiori tra i quali sono efficaci sia il <em>paracetamolo </em>sia i <em>FANS</em>; nella scelta va tenuto presente che analgesici ed  antinfiammatori vanno somministrati per almeno una settimana e spesso la somministrazione sinergica con gli antinfiammatori naturali corona il risultato con l’attenuazione dei sintomi.</p>
<p>In caso di dolore sciatico molto accentuato, se i FANS non hanno ottenuto la remissione, si può provare un cortisonico per tre o quattro giorni.</p>
<p>I miorilassanti non sono più efficaci dei FANS nel trattamento della lombalgia acuta e il loro utilizzo in associazione non ha dimostrato alcun vantaggio. In oltre il 30 per cento dei pazienti che assumono miorilassanti sono stati riportati effetti collaterali, inclusa la sonnolenza e le cadute negli anziani.</p>
<p>I trattamenti fisici consigliati al paziente quali massaggi, diatermia, ultrasuoni, ionoforesi, laser transcutaneo, biofeedback e stimolazione nervosa transcutanea (TENS) non hanno in effetti un&#8217;efficacia provata nel trattamento della lombalgia acuta. Le infiltrazioni di trigger point nella schiena, delle faccette articolari, le iniezioni di steroidi, lidocaina od oppioidi nello spazio epidurale non hanno un&#8217;efficacia dimostrata nel trattamento del dolore acuto del rachide lombare. Anche le trazioni e l&#8217;uso di busti e tutori non sembrano efficaci nel trattamento della lombalgia acuta.</p>
<p>La manipolazione, definita come sollecitazione manuale della colonna mediante sistemi di leva nel trattamento della fase acuta, può temporaneamente diminuire il dolore e migliorare la funzionalità. La cura non deve superare le due settimane: nessuno studio ha dimostrato l&#8217;efficacia dell&#8217;uso prolungato della manipolazione per evitare le recidive.</p>
<p>L&#8217;esercizio fisico è una terapia comunemente utilizzata e spesso mal compresa. Anche in condizioni di ernia acuta l&#8217;inattività prolungata va evitata. Ai pazienti dovrebbe essere prescritto di cominciare a camminare il più presto possibile, concedendo eventualmente due giorni di riposo se il dolore è troppo forte. Entro la prima settimana il paziente dovrebbe essere istruito a camminare venti minuti ogni tre ore di posizione supina. Per evitare l&#8217;indebolimento dovuto all&#8217;inattività, sino a quando il malato non ritorna al lavoro, sono consigliabili esercizi di resistenza quali il camminare, la cyclette, il nuoto e persino la corsa leggera. Questi esercizi non sollecitano la schiena più della posizione seduta sul bordo del letto per un uguale periodo di tempo.</p>
<p>Un&#8217;altra modalità terapeutica che ha ricevuto molta attenzione è la cosiddetta scuola della schiena (low back school), utile soprattutto per chi svolge un lavoro manuale faticoso. In queste strutture i pazienti vengono educati alle tecniche corrette per stare seduti, in piedi e per alzarsi, e ricevono nozioni di biomeccanica del rachide e fisiopatologia del dolore. Chi riceve questo tipo di informazione ritorna al lavoro prima e in genere riduce l&#8217;incidenza delle lesioni alla schiena sul posto di lavoro.</p>
<p><strong>Quando rivolgersi al chirurgo </strong></p>
<p>La presenza di un disco protruso alle indagini diagnostiche o di un dolore alla schiena senza segni neurologici non costituiscono un&#8217;indicazione adeguata per il trattamento chirurgico. Si può prendere in considerazione la decompressione di una radice nervosa quando vi sia un&#8217;ernia ben documentata da indagini diagnostiche, una sindrome dolorosa corrispondente, un deficit neurologico alla visita e una mancata risposta al trattamento conservativo e comunque l’ernia dovesse risultare migrata nel canale.</p>
<p><strong>La terapia dell&#8217;ernia discale può essere conservativa oppure chirurgica</strong></p>
<p>La terapia conservativa, che viene proposta in prima istanza, si avvale dell&#8217;uso di farmaci naturali e/o in sinergia con antidolorifici, antinfiammatori steroidei o non, e miorilassanti e del riposo a letto. Il trattamento chiropratico e/o osteopatico “specializzato” è spesso risolutivo, ma il criterio prognostico si basa essenzialmente sulla qualità tecnica dell’intervento. Una volta attenuato o scomparso il dolore, è utile un trattamento fisico con cicli di fisiokinesiterapia e nuoto, soprattutto per tonificare i muscoli paravertebrali. Altre metodiche terapeutiche incruente prevedono la magneto-terapia, gli ultrasuoni, l&#8217;elettrostimolazione transcutanea, etc.</p>
<p>Non tutti i soggetti traggono benefici duraturi dalla terapia conservativa e, nei casi refrattari, o con deficit neurologici progressivi, si deve pensare di ricorrere alla terapia chirurgica.</p>
<p><strong>Le tecniche chirurgiche variano a seconda del livello dell&#8217;ernia</strong></p>
<p>&#8211; Ernia del disco cervicale: la decompressione della radice e del midollo si attua mediante l&#8217;asportazione del disco intervertebrale e di eventuali osteofiti; l&#8217;approccio chirurgico si avvale di due vie d&#8217;accesso: quella anteriore secondo Cloward (discectomia anteriore) e quella posteriore (laminectomia associata o meno a foraminotomia);</p>
<p>&#8211; ernia del disco toracico: le tecniche chirurgiche prevedono la laminectomia, la costotransversectomia e l&#8217;approccio transtoracico;</p>
<p>&#8211; ernia del disco lombo-sacrale: l&#8217;approccio posteriore alla colonna lombo-sacrale impiega varie tecniche chirurgiche:</p>
<p>1. la microdiscectomia si avvale dell&#8217;uso del microscopio operatorio e viene attuata attraverso una limitata incisione chirurgica, mediante approccio interlaminare, cioè tra le due lamine ossee vertebrali, nel rispetto delle strutture osteoligamentose della colonna e dell'&#8221;ecologia&#8221; della radice;</p>
<p>2. la discectomia percutanea, che consiste nell&#8217;asportazione dell&#8217;ernia attraverso uno strumento-cannula che frammenta ed aspira, sotto controllo radioscopico, il materiale discale erniato;</p>
<p>3. la chemionucleolisi, cioè l&#8217;iniezione di un enzima proteolitico, la chimopapaina, nel disco lombare o lombosacrale, con conseguente digestione chimica del materiale erniato e decompressione della/e radice/i e del midollo. Casistiche ampie relative alle ultime due metodiche, che vanno per lo più riservate a protrusioni discali piuttosto che alle ernie vere e proprie, non hanno mostrato i risultati un tempo sperati.</p>
<p>La procedura chirurgica più comune per trattare un disco erniato acuto è la discectomia, efficace nel 60-80% dei casi. Dal 5 al 10%  dei pazienti richiede un altro intervento a causa di una recidiva o del mancato riconoscimento di una stenosi spinale. La discectomia microscopica permette una piccola incisione e meno dolore postoperatorio, ma ha un tasso più elevato di ricadute.</p>
<p>Comunque, la causa più comune di fallimento della chirurgia del disco è la scarsa selezione dei pazienti, che vengono inviati all&#8217;intervento per trattare dolori di schiena isolati, in assenza di anomalie neurologiche, anche quando la causa del dolore non è certa, oppure quando lo stato psicologico del malato non permette che scarsi risultati.</p>
<p>Vi sono infine metodi di decompressione indiretta della radice nervosa, oggi molto meno utilizzati, che impiegano la chemonucleolisi, l&#8217;iniezione di chimopapaina o di altri enzimi per sciogliere il disco.</p>
<p>Queste tecniche sono meno efficaci rispetto alla discectomia standard e danno complicazioni più rare ma più gravi, come mielite trasversa, reazioni allergiche e spasmo muscolare persistente.</p>
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