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	<title>discopatia &#8211; Schiena TV</title>
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		<title>Medico di Djokovic: &#8220;Dal polso alla dieta&#8221;</title>
		<link>https://schienatv.it/medico-di-djokovic-dal-polso-alla-dieta/</link>
		
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2016 14:55:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>News</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tennis, il medico di Djokovic: &#8220;Dal polso alla dieta, ecco i suoi segreti&#8221;</strong></p>
<p>Parla il professor Panfili che da due anni segue il serbo: &#8220;<em>Ho risolto i suoi problemi alla cervicale e con la dieta ortomolecolare è diventato un atleta perfetto. Quella volta che a Wimbledon si è sentito male.</em>..&#8221;</p>
<p>Parla di <strong>Novak Djokovic</strong> e lo paragona subito a una &#8220;macchina perfetta&#8221;. Se così fosse, il professor Adolfo Panfili &#8211; noto chirurgo ortopedico e padre italiano della medicina ortomolecolare &#8211; è il capomeccanico che negli ultimi due anni ha migliorato carrozzeria e carburante del serbo numero 2 al mondo, vincitore di sei titoli Slam e degli ultimi Internazionali d&#8217;Italia. L&#8217;uomo che, in questa fase delicata di stagione, ha rimesso in pista il serbo dopo il problema al polso destro che lo ha limitato a Montecarlo ed escluso dal Masters 1000 di Madrid: &#8220;<em>Credeva che si trattasse di una borsite, da lì la necessità di riposare. Quando è arrivato a Roma, però, l&#8217;ho visitato e ho notato subito un problema cervicale. E&#8217; bastata una rapida manipolazione per cancellare il dolore</em>&#8220;.</p>
<p><span class="Apple-style-span">PERFEZIONISTA —</span> Il primo contatto tra Panfili e Djokovic è di due anni fa: &#8220;<em>Novak soffriva di problemi cervicali durante il servizio, al primo controllo è emersa una discopatia e per questo si è sottoposto a due facili interventi di chirurgia robotica. Trattandosi di un atleta perfezionista, mi ha poi chiesto di seguirlo a Wimbledon, agli Us Open e a Montreal</em>&#8220;. Viaggiare al fianco di &#8216;Nole&#8217; non è facile.&#8221;<em>Appena sbarcati a Londra, si è messo in contatto con un famoso biological farmer per avere solo prodotti naturali. Ricordo una sera, però, in cui è andato a una cena di gala e dopo aver mangiato un piatto simile alla coda alla vaccinara è stato male. La mattina seguente lo abbiamo rimesso in sesto</em>&#8220;. A Montreal, un altro episodio curioso: &#8220;<em>Nella finale contro Nadal viene colpito molto forte da una palla, ma nessuno si preoccupa. Sono io che decido di fare subito una risonanza e scopriamo che l&#8217;ematoma è serio&#8221;. Sempre in Canada, &#8220;Djokovic mi chiede di accompagnarlo in un tempio buddista, dove si mette a fare yoga con straordinaria elasticità</em>&#8220;.</p>
<p><span class="Apple-style-span">VISITA AL CONI — </span>Panfili è tra i medici che il 24 luglio scorso, presso l&#8217;istituto di Medicina e Scienza dello Sport del Coni, a Roma, sottopongono Novak Djokovic a una serie di test e valutazioni funzionali per tratteggiare il suo profilo atletico. &#8220;<em>Novak è straordinario, mi ricorda il pilota Joide Scheckter. E&#8217; forse l&#8217;atleta più performante per esplosività. Abbiamo utilizzato una smart shirt per misurare, attraverso dei trasmettitori, dati come l&#8217;elevazione, la temperatura corporea, la resistenza allo stress, la fluidità dei movimenti. Anche al collo, naturalmente. Attraverso i test siamo riusciti a migliorare le capacità balistiche, trovando un valido rimedio alla sua tendenza ipoglicemica. Non è solo questione di celiachia, di eliminare glutine e caseina (come ha suggerito per primo il nutrizionista serbo Igor Cetojevic, ndr). Se parliamo di macchine, è come se Djokovic avesse un serbatoio piccolo: grazie un test sugli amminoacidi gli abbiamo preparato un cocktail multivitaminico per migliorare la resistenza. A questo, Novak aggiunge un rispetto della dieta da vero integralista</em>&#8220;. Insomma, gli ingredienti per vincere il primo Roland Garros ci sono tutti.</p>
<p><span class="Apple-style-span">Fonte: <a href="http://www.gazzetta.it/Tennis/21-05-2014/tennis-medico-djokovic-dal-polso-dieta-ecco-suoi-segreti-80722513034.shtml" target="_blank" rel="noopener">Gazzetta</a></span></p>
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		<title>Trattamento mininvasivo della Stenosi Lombare</title>
		<link>https://schienatv.it/trattamento-mininvasivo-della-stenosi-lombare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2016 07:54:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecniche e strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Adolfo Panfili]]></category>
		<category><![CDATA[canale vertebrale]]></category>
		<category><![CDATA[colonna lombosacrale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La stenosi rappresenta un processo degenerativo del rachide che interessa le persone anziane ma non risparmia i giovani. Negli anziani i sintomi sono piuttosto caratteristici, con dolore lombare, parestesie (formicolii), dolori agli arti inferiori, anomalie posturali e claudicatio intermittente neurogena (il paziente si ferma dopo qualche passo, quindi riprende e si ferma di nuovo perché [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La stenosi rappresenta un processo degenerativo del rachide che interessa le persone anziane ma non risparmia i giovani. Negli anziani i sintomi sono piuttosto caratteristici, con dolore lombare, parestesie (formicolii), dolori agli arti inferiori, anomalie posturali e claudicatio intermittente neurogena (il paziente si ferma dopo qualche passo, quindi riprende e si ferma di nuovo perché le gambe non reggono).</p>
<p>Nei giovani, la stenosi si annuncia prevalentemente col mal di schiena. È indice di sovraccarico funzionale sul disco e sulle faccette all&#8217;esordio dei processi degenerativi che spesso porteranno al quadro tipico dell&#8217;anziano. Alla base vi è spesso una discopatia.</p>
<p><strong>Alterazioni vertebrali tipiche</strong></p>
<p>La stenosi nel suo quadro più completo si caratterizza per deformazione ossea, degenerazione del disco intersomatico, ipertrofia e lassità legamentosa. Queste comportano un abbassamento dello spazio discale, sofferenza delle faccette articolari, restringimento del forame di coniugazione e &#8220;ridondanza&#8221; dei tessuti. I &#8220;nervi&#8221; (strutture nervose) ne risultano strozzati con sofferenza per alterazione del flusso vascolare e quindi assonale (nervoso). Lo strozzamento interessa il fascio dei nervi raccolti nel sacco durale e diretti agli arti inferiori (da qui deriva la difficoltà della deambulazione) e nel forame di coniugazione. Lo strozzamento del nervo che a ciascun livello (più comunemente L4-L5) esce dal forame di coniugazione porta le manifestazioni sciatiche.</p>
<p><strong>Le protesi </strong></p>
<p>Esistono diversi tipi di protesi tra cui DIAM, &#8216;X-stop, &#8220;U&#8221; (Coflex), Wallis ed ultimamente il BacJak. Il DIAM è diverso dagli altri perchè in materiale deformabile, con funzioni di cuscinetto tra processi spinosi contigui. Gli altri sono per lo più rigidi con funzioni di stabilizzazione e &#8220;riduzione del carico&#8221;. Interposti tra processi spinosi contigui attenuano l&#8217;appoggio sulle faccette articolari ed allargano il forame di coniugazione. L&#8217;attenuazione del carico sulle faccette ne migliora la funzionalità contrastando il mal di schiena; l&#8217;allargamento del forame di coniugazione riduce l&#8217;irritazione e quindi l&#8217;infiammazione delle radici nervose e la sofferenza dei nervi coinvolti (spesso sciatico).</p>
<p><strong>Il ruolo della protesi </strong></p>
<p>L&#8217;impianto &#8220;sostiene&#8221; le vertebre coinvolte, &#8220;allargando&#8221; il forame di coniugazione, attenuando il carico sulle faccette articolari e &#8220;stirando&#8221; i legamenti ridondanti. In pratica crea un maggiore spazio per il sacco durale, le radici nervose, favorendone il flusso sanguigno e l&#8217;apporto nutritizio.</p>
<p>Viene ripristinato lo spazio perduto e le radici compresse riguadagnano il loro spazio. La postura migliora e così l&#8217;autonomia motoria, mentre scompare il dolore. Per le persone giovani, col mal di schiena, il ruolo fondamentale della protesi è quello di attenuare il carico sul disco malato e sulle faccette articolari, dando una migliore funzionalità alla colonna; naturalmente i risultati saranno migliori e la prevenzione di ulteriori peggioramenti più efficace se nel contempo l&#8217;individuo migliora le sue abitudini di vita. Per questo tipo di problema e per altri simili della colonna lombosacrale sono fondamentali gli esercizi in estensione e quelli di tonificazione dei muscoli paravertebrali.</p>
<p>L&#8217;intervento in anestesia locale</p>
<p>Non tutte le protesi sono però adatte ad un impianto di questo tipo. Si prestano meglio delle altre il <strong>BacJak</strong>, l&#8217;<strong>X-Stop</strong> e l&#8217; <strong>Aperius</strong>. Il BacJac viene impiantato da un solo lato con una piccola apertura di circa 3 cm. Spesso infatti è sufficiente l&#8217;inserzione della protesi senza ulteriori manipolazioni del rachide per un beneficio immediato.</p>
<p>Anche la &#8220;U&#8221; può essere impiantata con queste modalità tecniche. La &#8220;U&#8221; offre eventualmente il vantaggio di poter effettuare contestualmente una piccola laminectomia che dia più &#8220;respiro&#8221; alle strutture nervose compresse.</p>
<p>Il paziente comincia ad alzarsi già dalle prime ore dopo l&#8217;intervento e spesso dal giorno successivo torna a casa ritrovando subito la sua autonomia domestica. Per una piena autonomia ed il recupero dell&#8217;efficienza lavorativa bisognerà aspettare 1-3 settimane.</p>
<p><strong>Risultati</strong></p>
<p>Il distanziatore migliora la distribuzione del carico tra le vertebre in cui è interposto. Quasi sempre si tratta dell&#8217;ultimo segmento vertebrale ossia L3-L4, L4-L5. L&#8217;effetto è quello di stirare i tessuti limitando la debordanza all&#8217;interno del canale vertebrale. Allarga di fatto il canale vertebrale, riducendo la stenosi e evitando ai nervi la pressione delle strutture circostanti. Il distanziatore allontana tra di loro le faccette articolari, il canale di coniugazione (delimitato posteriormente appunto delle faccette articolari) ne risulta allargato e la radice che esce a quel livello&#8221;respira&#8221; (non subisce più la pressione delle strutture circostanti). Il &#8220;nervo&#8221; che ne deriva funziona quindi meglio.</p>
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