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	<title>Patologie &#8211; Schiena TV</title>
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	<title>Patologie &#8211; Schiena TV</title>
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		<title>Ernia discale</title>
		<link>https://schienatv.it/ernia-discale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2016 14:28:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[Adolfo Panfili]]></category>
		<category><![CDATA[anello fibroso]]></category>
		<category><![CDATA[anestesia]]></category>
		<category><![CDATA[Discectomia endoscopica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Patologie</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Diagnosi dell&#8217; ernia discale.</strong></p>
<p>Con il trascorrere del tempo, il corpo umano si disidrata progressivamente ed i dischi intervertebrali sono quelli che ne pagano lo scotto più immediato essendo costituiti prevalentemente di acqua. Quando ai fenomeni di tipo degenerativo si sommano posture scorrette, come quelle che si tengono ad una scrivania, per esempio, o in automobile, e non viene svolta un&#8217;idonea attività fisica, si creano delle condizioni di instabilità della colonna, che possono esitare in una erniazione del disco.</p>
<p>Se il disco scivola posteriormente verso il canale midollare (formato anteriormente dai corpi vertebrali, lateralmente dai peduncoli e posteriormente dalle lamine), questo può improntare il sacco durale, dal quale fuoriescono le radici nervose che vanno a costituire il nervo sciatico. Questo grosso nervo, il più grosso del nostro corpo, innerva l&#8217;arto inferiore, ed è questo il motivo per cui un insulto che ha origine a livello delle vertebre si ripercuote sulla gamba (sciatalgia): un dolore che a partenza dalla schiena si irradia all&#8217;inguine è però molto più probabilmente causato da una sindrome delle faccette articolari.</p>
<p><strong>Tipologie di ernia discale </strong></p>
<p>Diversi sono i gradi di fuoriuscita del disco dalla propria sede: si va dalla protrusione, contenuta dal legamento longitudinale posteriore, che scorre lungo la parte posteriore dei corpi vertebrali, fino all&#8217;ernia vera e propria, quando cioè il disco intervertebrale è completamente fuori sede.</p>
<p><strong>Le ernie si possono classificare in:</strong></p>
<p><strong><em>Ernia contenuta</em></strong></p>
<p>E&#8217; il tipo più frequente di ernia discale: nell&#8217;anello fibroso si formano ampie fissurazioni sia radiali che circonferenziali che raggiungono la superficie del disco. Il tessuto erniario si fa strada incuneandosi nelle fissurazioni, ma non perfora l&#8217;anulus ed in esso rimane contenuto.</p>
<p><strong><em>Ernia espulsa</em></strong></p>
<p>In questa varietà il tessuto erniario fuoriesce parzialmente o completamente dal disco, ma non migra spostandosi a distanza. Essa può, in base al percorso seguito, a sua volta distinguersi in:</p>
<p>&#8211; Sottolegamentosa, quando non perfora il legamento longitudinale posteriore;</p>
<p>&#8211; Translegamentosa, quando una parte di essa perfora il legamento senza superarlo e la restante parte rimane sottolegamentosa;</p>
<p>&#8211; Retrolegamentosa, l’ernia perfora il legamento e si libera nel canale senza migrare.</p>
<p><strong><em>Ernia migrata</em></strong></p>
<p>In questa condizione il frammento espulso migra a distanza dal disco di origine, più frequentemente in direzione caudale (in basso) o intraforaminale (nel forame di coniugazione dove fuoriesce il nervo e dove può verificarsi il conflitto con lo stesso).</p>
<p>E’ importante rammentare che non sempre la sintomatologia dell’ernia discale è proprorzionale alla reale entità del materiale erniato; possono verificarsi ernie di dimensioni ragguardevoli praticamente asintomatiche, nonostante gli importanti segni di impronta sul sacco durale e sulle radici nervose e, di contro, piccole protrusioni possono evocare intenso dolore spesso recalcitrante ai comuni farmaci analgesici/antinfiammatori.</p>
<p>Le immagini TAC ed RMN sono utilissime per contribuire a formulare diagnosi, ma è opportuno rammentare che non sono sempre inequivocabilmente attendibili poiché sono solo fotogrammi della reale situazione della sofferenza discale che può variare enormemente da una determinata posizione ad un&#8217;altra (di solito sdraiati e a riposo) e non è detto che un attimo dopo, sotto stress, la situazione non possa mutare.</p>
<p>Sintomatologia</p>
<p>Dolore nella posizione seduta prolungata, esasperato da piegamenti/estensioni/torsioni, che si attenua con la deambulazione;</p>
<p>&#8211; dolore spesso inabilitante;</p>
<p>&#8211; debolezza, intorpidimento e/o formicolio agli arti inferiori;</p>
<p>&#8211; diminuzione e/o perdita del tono sfinteriale (vescica-intestino).</p>
<p>Nella maggior parte dei casi i sintomi dolorosi dell’ernia del disco regrediscono con il semplice riposo a letto, terapia fisica, riabilitazione posturale e farmaci. Tuttavia, molti pazienti non sono così fortunati. Quando un disco è erniato, può generare compressione contro uno o più dei nervi spinali scatenando dolore, parestesie, intorpidimento ed astenia dal tratto lombare, lungo il decorso del nervo sciatico, dalle gambe fino ai piedi.</p>
<p><strong>Vantaggi della <strong><strong>Discectomia endoscopica</strong></strong></strong></p>
<p>Il vantaggio principale di questa procedura endoscopica che si realizza in regime di Day Hospital ambulatoriale, oltre a quello di non richiedere alcuna ospedalizzazione, è l&#8217; assoluta mancanza di aggressività chirurgica.</p>
<p>Un intervento sereno, tranquillo e senza dolori poiché nella procedura esecutiva non si realizzano interferenze su muscoli, ossa, articolazioni, rispetta l’anatomia strutturale dei tessuti in quanto non sono previste trazioni e pressioni sulle radici nervose.</p>
<p>Chirurgia low impact e meno traumatica in tutti i sensi: pertanto anche dal punto di vista psicologico.</p>
<p>Si ricorre ad una buona anestesia locale eventualmente approfondita da una blanda sedazione a base di Diprivan senza ricorrere alla fastidiosa intubazione, il che riduce rischi e disagi per il paziente.</p>
<p>In alcuni casi (specialmente quelli cronici) il Dott. Adolfo Panfili esegue la DE sotto l&#8217;anestesia generale con il controllo neurofisiologico dei potenziali evocati.</p>
<p>Dopo la sedazione e l&#8217;anestesia locale si procede all’introduzione di una microscopica guida di poco più di 2 mm. di diametro attraverso la cute e sotto l’ausilio dei raggi X si raggiunge il disco con una microsonda di appena 2 mm. appositamente progettata per l’aspirazione. Il disco viene così visualizzato con un endoscopio ed è risucchiato per circa 10 minuti. I più grandi frammenti del disco sono rimossi con un’apposita mini pinza anch’essa appositamente progettata. L&#8217;intera procedura ambulatoriale non richiede solitamente più di 20 &#8211; 30 minuti.</p>
<p>E’ importante sottolineare che viene rimossa soltanto la parte erniata del disco corrispondente a circa il 10% del disco, mentre il restante 90% viene lasciato intatto risparmiando significativamente l&#8217;altezza. Salvare la maggior parte del disco consente di prevenire nel tempo eventuali ulteriori danni strutturali sulla colonna, talora indotti da discectomie troppo demolitive.</p>
<p>Poiché l&#8217;unica microferita è quella necessaria per l&#8217;inserzione del piccolo artroscopio che passa attraverso i muscoli come un semplice ago, non vi può essere cicatrice chirurgica attorno alle radici nervose. Il paziente può iniziare facoltativamente un programma di esercizi facilitativi di back school che vengono prescritti addirittura lo stesso giorno della procedura. Il costo dell&#8217;intervento chirurgico è approssimativamente il 30% in meno rispetto alla procedura convenzionale.</p>
<p>La ricaduta in termini di tangibili vantaggi sulla medicina del lavoro è enorme ed il risparmio economico per impiegati, professionisti e datori di lavoro è conseguenza del minor tempo necessario per la fase riabilitativa.</p>
<p>A volte i pazienti con frammenti di ernie discali espulse nel canale spinale, come documentabile tramite Risonanza Magnetica, possono ugualmente trarre beneficio dalla procedura artroscopica. Di questi pazienti circa il 90% riferisce miglioramento della sintomatologia dolorosa. Il rimanente 10%, qualora non riscontrasse miglioramenti, dopo tre-sei settimane puo&#8217; prendere in considerazione una micro-laminectomia e/o discectomia chirurgica, a seconda delle circostanze.</p>
<p>L&#8217;esecuzione della microdecompressione e/o discectomia spinale endoscopica prima della microchirurgia a cielo aperto non sembra avere alcun effetto dannoso.</p>
<p><strong>Conclusioni </strong></p>
<p>&#8211; Disagio minimo (piccola ferita di puntura nella pelle);</p>
<p>&#8211; nessuna paralisi permanente o altre complicazioni neurologiche (soltanto 10-15% è rimosso);</p>
<p>&#8211; ospedalizzazione brevissima;</p>
<p>&#8211; veloce ritorno all&#8217;attività normale;</p>
<p>&#8211; significative riduzioni dei costi.</p>
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		<title>L&#8217;importanza del pre-operatorio</title>
		<link>https://schienatv.it/limportanza-del-pre-operatorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2016 13:19:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[Adolfo Panfili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Preparazione del paziente</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Prof. Adolfo Panfili spiega quanto sia importante la preparazione del paziente per l&#8217; intervento alla<strong> colonna vertebrale.</strong></p>
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		<title>Sindrome aderenziale</title>
		<link>https://schienatv.it/sindrome-aderenziale-canale-vertebrale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2016 10:40:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[Adolfo Panfili]]></category>
		<category><![CDATA[dolore sciatico]]></category>
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		<category><![CDATA[patologie della colonna vertebrale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Patologie</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Prof. <strong>Adolfo Panfili</strong> illustra uno dei problemi piu&#8217; gravi nelle patologie della colonna vertebrale e cioè la &#8220;<em><strong>Sindrome aderenziale del canale vertebrale</strong></em>&#8220;.</p>
<p>Nelpatologie galleggia il midollo avvolto da delle guaine chiamate<em> meningi </em>e ogni volta che emerge un episodio infiammatorio lombare (o un dolore sciatico) si producono delle sostanze che tendono a creare delle forme aderenziali.</p>
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		<title>Sindrome vertebro basilare</title>
		<link>https://schienatv.it/sindrome-vertebro-basilare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2016 10:24:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[Adolfo Panfili]]></category>
		<category><![CDATA[colpo di frusta cervicale]]></category>
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		<category><![CDATA[Sindrome vertebro basilare]]></category>
		<category><![CDATA[tratto alto della colonna]]></category>
		<category><![CDATA[vertebre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Patologie</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Prof. <strong>Adolfo Panfili</strong> spiega un&#8217;altra patologia della colonna vertebrale: la <strong>&#8220;Sindrome vertebro basilare&#8221; </strong>che si verifica quando,<strong> </strong>in seguito ad un colpo di frusta cervicale, si bloccano le vertebre del tratto alto della colonna.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Ernia del Disco</title>
		<link>https://schienatv.it/ernia-del-disco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2016 10:19:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[Adolfo Panfili]]></category>
		<category><![CDATA[chirurgia robotica]]></category>
		<category><![CDATA[Ernia del Disco]]></category>
		<category><![CDATA[prof. dott. Adolfo Panfili]]></category>
		<category><![CDATA[schiena]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://schiena.tv/?p=744</guid>

					<description><![CDATA[<p>Patologie</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Prof. Adolfo Panfili ci parla dell&#8217; Ernia del Disco, patologia che oggi, con la chirurgia robotica è molto meno invasiva.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ernia del disco cervicale</title>
		<link>https://schienatv.it/ernia-del-disco-cervicale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2016 11:32:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[Adolfo Panfili]]></category>
		<category><![CDATA[chirurgia robotica]]></category>
		<category><![CDATA[colonna vertebrale]]></category>
		<category><![CDATA[enia del disco]]></category>
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		<category><![CDATA[patologie]]></category>
		<category><![CDATA[schiena]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Patologie</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Prof. Adolfo Panfili ci parla del trattamento dell&#8217; Ernia del disco cervicale che oggi, grazie alla chirurgia robotica, è reso piu&#8217; semplice.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tratto lombosacrale: introduzione patologie</title>
		<link>https://schienatv.it/tratto-lombosacrale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2016 17:01:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[Adolfo Panfili]]></category>
		<category><![CDATA[bacino]]></category>
		<category><![CDATA[colonna vertebrale]]></category>
		<category><![CDATA[colpo della strega]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi vertebrali]]></category>
		<category><![CDATA[dolore lombare]]></category>
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		<category><![CDATA[schiena]]></category>
		<category><![CDATA[vertebra lombare]]></category>
		<category><![CDATA[vertebra sacrale]]></category>
		<category><![CDATA[vertebre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Introduzione patologie tratto lombosacrale</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 style="font-size: 20pt;">Tratto lombosacrale: introduzione alle patologie del tratto</h1>
<p>Il Prof. <strong>Adolfo Panfili</strong> ci parla della <strong><em>colonna vertebrale</em> </strong>che è protagonista di tutta la vita dell&#8217;essere umano e della quale, quindi, è importante conoscere le principali patologie.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il mal di schiena</title>
		<link>https://schienatv.it/il-mal-di-schiena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2016 14:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[antinfiammatori]]></category>
		<category><![CDATA[biomeccanica]]></category>
		<category><![CDATA[discectomia]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[dolore alla schiena]]></category>
		<category><![CDATA[dolore sciatico]]></category>
		<category><![CDATA[epidurale]]></category>
		<category><![CDATA[ernia]]></category>
		<category><![CDATA[Ernia del Disco]]></category>
		<category><![CDATA[Ernia discale]]></category>
		<category><![CDATA[Il mal di schiena]]></category>
		<category><![CDATA[lombalgia]]></category>
		<category><![CDATA[paracetamolo]]></category>
		<category><![CDATA[pressione discale]]></category>
		<category><![CDATA[pressione intradiscale]]></category>
		<category><![CDATA[schiena]]></category>
		<category><![CDATA[terapia conservativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://schiena.tv/?p=762</guid>

					<description><![CDATA[<p>Patologie</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La maggior parte delle linee guida concorda sul fatto che tutti i dolori alla schiena, esclusi quelli da sindrome della <em><strong>cauda equina</strong></em>, richiedono un tentativo di terapia conservativa per almeno un mese.</p>
<p>Il riposo a letto, tradizionalmente considerato uno dei cardini della terapia del dolore alla schiena, sembra invece di scarsa utilità in base agli studi più recenti.</p>
<p>Per i pazienti con i reperti tipici di ernia del disco, il valore del riposo a letto sembrerebbe maggiore. E&#8217; chiaro però che una prolungata immobilizzazione apporta più svantaggi che benefici. Bisogna evitare di stare seduti, in quanto questa posizione aumenta il carico meccanico sul complesso anteriore della colonna vertebrale che comporta un aumento della pressione intradiscale. La posizione ortostatica, invece, tende a dirigere il carico sul complesso posteriore allentando la fatidica pressione discale.</p>
<p>Il primo interesse del paziente è l&#8217;attenuazione del dolore ed a questo scopo è opportuno prendere in considerazione la diminuzione immediata della pressione intradiscale realizzabile con il posizionamento di un corsetto in tela armata da mantenere anche durante il riposo notturno per almeno i primi 10 giorni. Ciò premesso, può risultare utile la somministrazione di antinfiammatori naturali tipo<em> Arnica, Colocynthis</em>, ecc. e solo qualora questi non abbiano sortito adeguato effetto antalgico sarà plausibile ricorrere a farmaci maggiori tra i quali sono efficaci sia il <em>paracetamolo </em>sia i <em>FANS</em>; nella scelta va tenuto presente che analgesici ed  antinfiammatori vanno somministrati per almeno una settimana e spesso la somministrazione sinergica con gli antinfiammatori naturali corona il risultato con l’attenuazione dei sintomi.</p>
<p>In caso di dolore sciatico molto accentuato, se i FANS non hanno ottenuto la remissione, si può provare un cortisonico per tre o quattro giorni.</p>
<p>I miorilassanti non sono più efficaci dei FANS nel trattamento della lombalgia acuta e il loro utilizzo in associazione non ha dimostrato alcun vantaggio. In oltre il 30 per cento dei pazienti che assumono miorilassanti sono stati riportati effetti collaterali, inclusa la sonnolenza e le cadute negli anziani.</p>
<p>I trattamenti fisici consigliati al paziente quali massaggi, diatermia, ultrasuoni, ionoforesi, laser transcutaneo, biofeedback e stimolazione nervosa transcutanea (TENS) non hanno in effetti un&#8217;efficacia provata nel trattamento della lombalgia acuta. Le infiltrazioni di trigger point nella schiena, delle faccette articolari, le iniezioni di steroidi, lidocaina od oppioidi nello spazio epidurale non hanno un&#8217;efficacia dimostrata nel trattamento del dolore acuto del rachide lombare. Anche le trazioni e l&#8217;uso di busti e tutori non sembrano efficaci nel trattamento della lombalgia acuta.</p>
<p>La manipolazione, definita come sollecitazione manuale della colonna mediante sistemi di leva nel trattamento della fase acuta, può temporaneamente diminuire il dolore e migliorare la funzionalità. La cura non deve superare le due settimane: nessuno studio ha dimostrato l&#8217;efficacia dell&#8217;uso prolungato della manipolazione per evitare le recidive.</p>
<p>L&#8217;esercizio fisico è una terapia comunemente utilizzata e spesso mal compresa. Anche in condizioni di ernia acuta l&#8217;inattività prolungata va evitata. Ai pazienti dovrebbe essere prescritto di cominciare a camminare il più presto possibile, concedendo eventualmente due giorni di riposo se il dolore è troppo forte. Entro la prima settimana il paziente dovrebbe essere istruito a camminare venti minuti ogni tre ore di posizione supina. Per evitare l&#8217;indebolimento dovuto all&#8217;inattività, sino a quando il malato non ritorna al lavoro, sono consigliabili esercizi di resistenza quali il camminare, la cyclette, il nuoto e persino la corsa leggera. Questi esercizi non sollecitano la schiena più della posizione seduta sul bordo del letto per un uguale periodo di tempo.</p>
<p>Un&#8217;altra modalità terapeutica che ha ricevuto molta attenzione è la cosiddetta scuola della schiena (low back school), utile soprattutto per chi svolge un lavoro manuale faticoso. In queste strutture i pazienti vengono educati alle tecniche corrette per stare seduti, in piedi e per alzarsi, e ricevono nozioni di biomeccanica del rachide e fisiopatologia del dolore. Chi riceve questo tipo di informazione ritorna al lavoro prima e in genere riduce l&#8217;incidenza delle lesioni alla schiena sul posto di lavoro.</p>
<p><strong>Quando rivolgersi al chirurgo </strong></p>
<p>La presenza di un disco protruso alle indagini diagnostiche o di un dolore alla schiena senza segni neurologici non costituiscono un&#8217;indicazione adeguata per il trattamento chirurgico. Si può prendere in considerazione la decompressione di una radice nervosa quando vi sia un&#8217;ernia ben documentata da indagini diagnostiche, una sindrome dolorosa corrispondente, un deficit neurologico alla visita e una mancata risposta al trattamento conservativo e comunque l’ernia dovesse risultare migrata nel canale.</p>
<p><strong>La terapia dell&#8217;ernia discale può essere conservativa oppure chirurgica</strong></p>
<p>La terapia conservativa, che viene proposta in prima istanza, si avvale dell&#8217;uso di farmaci naturali e/o in sinergia con antidolorifici, antinfiammatori steroidei o non, e miorilassanti e del riposo a letto. Il trattamento chiropratico e/o osteopatico “specializzato” è spesso risolutivo, ma il criterio prognostico si basa essenzialmente sulla qualità tecnica dell’intervento. Una volta attenuato o scomparso il dolore, è utile un trattamento fisico con cicli di fisiokinesiterapia e nuoto, soprattutto per tonificare i muscoli paravertebrali. Altre metodiche terapeutiche incruente prevedono la magneto-terapia, gli ultrasuoni, l&#8217;elettrostimolazione transcutanea, etc.</p>
<p>Non tutti i soggetti traggono benefici duraturi dalla terapia conservativa e, nei casi refrattari, o con deficit neurologici progressivi, si deve pensare di ricorrere alla terapia chirurgica.</p>
<p><strong>Le tecniche chirurgiche variano a seconda del livello dell&#8217;ernia</strong></p>
<p>&#8211; Ernia del disco cervicale: la decompressione della radice e del midollo si attua mediante l&#8217;asportazione del disco intervertebrale e di eventuali osteofiti; l&#8217;approccio chirurgico si avvale di due vie d&#8217;accesso: quella anteriore secondo Cloward (discectomia anteriore) e quella posteriore (laminectomia associata o meno a foraminotomia);</p>
<p>&#8211; ernia del disco toracico: le tecniche chirurgiche prevedono la laminectomia, la costotransversectomia e l&#8217;approccio transtoracico;</p>
<p>&#8211; ernia del disco lombo-sacrale: l&#8217;approccio posteriore alla colonna lombo-sacrale impiega varie tecniche chirurgiche:</p>
<p>1. la microdiscectomia si avvale dell&#8217;uso del microscopio operatorio e viene attuata attraverso una limitata incisione chirurgica, mediante approccio interlaminare, cioè tra le due lamine ossee vertebrali, nel rispetto delle strutture osteoligamentose della colonna e dell'&#8221;ecologia&#8221; della radice;</p>
<p>2. la discectomia percutanea, che consiste nell&#8217;asportazione dell&#8217;ernia attraverso uno strumento-cannula che frammenta ed aspira, sotto controllo radioscopico, il materiale discale erniato;</p>
<p>3. la chemionucleolisi, cioè l&#8217;iniezione di un enzima proteolitico, la chimopapaina, nel disco lombare o lombosacrale, con conseguente digestione chimica del materiale erniato e decompressione della/e radice/i e del midollo. Casistiche ampie relative alle ultime due metodiche, che vanno per lo più riservate a protrusioni discali piuttosto che alle ernie vere e proprie, non hanno mostrato i risultati un tempo sperati.</p>
<p>La procedura chirurgica più comune per trattare un disco erniato acuto è la discectomia, efficace nel 60-80% dei casi. Dal 5 al 10%  dei pazienti richiede un altro intervento a causa di una recidiva o del mancato riconoscimento di una stenosi spinale. La discectomia microscopica permette una piccola incisione e meno dolore postoperatorio, ma ha un tasso più elevato di ricadute.</p>
<p>Comunque, la causa più comune di fallimento della chirurgia del disco è la scarsa selezione dei pazienti, che vengono inviati all&#8217;intervento per trattare dolori di schiena isolati, in assenza di anomalie neurologiche, anche quando la causa del dolore non è certa, oppure quando lo stato psicologico del malato non permette che scarsi risultati.</p>
<p>Vi sono infine metodi di decompressione indiretta della radice nervosa, oggi molto meno utilizzati, che impiegano la chemonucleolisi, l&#8217;iniezione di chimopapaina o di altri enzimi per sciogliere il disco.</p>
<p>Queste tecniche sono meno efficaci rispetto alla discectomia standard e danno complicazioni più rare ma più gravi, come mielite trasversa, reazioni allergiche e spasmo muscolare persistente.</p>
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		<title>L&#8217; ernia cervicale</title>
		<link>https://schienatv.it/l-ernia-cervicale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2016 13:29:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Patologie]]></category>
		<category><![CDATA[cervicale]]></category>
		<category><![CDATA[collare]]></category>
		<category><![CDATA[collare cervicale]]></category>
		<category><![CDATA[Ernia cervicale]]></category>
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		<category><![CDATA[RX]]></category>
		<category><![CDATA[terapia medica]]></category>
		<category><![CDATA[vertebre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Patologie</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando il dolore permane per più di un mese nonostante la terapia medica è utile eseguire una RMN della cervicale e delle RX .</p>
<p>La chirurgia utile in pochi, ma selezionati casi, dovrebbe essere mini invasiva e, nella fattispecie nel nostro centro specializzato, robotica, per minimizzare traumi ed effetti collaterali ed accelerare la ripresa dell&#8217;attività ed il reinserimento socio-lavorativo.</p>
<p><strong>Il Collare aiuta?</strong></p>
<p>I collari possono essere sagomati e fatti su misura per il proprio collo. La scelta del collare su misura potrebbe essere la più sensata se non si trova un collare adatto a risolvere il nostro problema.</p>
<p>Scopo del collare cervicale è scaricare la colonna e sostenere la testa. Viene usato spesso per i colpi di frusta e per le cervicali con schiacciamento delle vertebre oppure sui soggetti che soffrono di ernia cervicale. Inutile dire che il collare non va solitamente usato di notte e che da solo non risolve il problema. Quindi se avete una noiosa cervicale è bene contattare un esperto e curarne le cause. Usare un collare potrebbe risultare la soluzione più comoda ma anche la meno efficace.</p>
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